Follia d’azzardo di Renzi: 22.000 nuove sale scommesse

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Il Governo Renzi gioca di nuovo d’azzardo. Nella nuova legge di stabilità ha finanziato il taglio della Tasi incremendando il debito, tagliando oltre 3 miliardi alla sanità e rilasciando ben 22.000 nuove licenze per i concessionari di slot machine, vlt e punti scommesse. Avete letto bene sono in arrivo 22.000 nuove licenze per il gioco d’azzardo.
Da un aumento molto ridotto delle tasse alle concessionarie di gioco d’azzardo arriverà pochissimo ma vi sarà invece un boom di sale scommesse, con una gara per la concessione di 15mila agenzie e 7mila corner. Una follia totale.
Nel gennaio 2014, il Movimento 5 Stelle fece suo un emendamento dei sindaci Anci dell’Emilia Romagna dove aumentando pesantemente le tasse sull’azzardo ( a discapito delle concessionarie in primis) si sarebbe finanziata l’abolizione della cosidetta ‘mini-Imu’. Naturalmente la proposta del M5S e sindaci dell’Emilia-Romagna venne respinta.
La Tasi oggi diventa uno spot elettorale sulla pelle delle famiglie italiane che pagheranno di più per curarsi, per le azzardopatie e e ripagare il debito. Dobbiamo infatti considerare che applicando in Italia i parametri di uno studio dell’Università di Neuchatel ogni anno i danni socio-sanitari causati dall’azzardopatia sono pari a 6 miliardi di euro, mentre sono quasi 4 i miliardi di mancata Iva sui consumi di chi butta i propri risparmi tentando la sorte anziché acquistare beni di prima necessità.
Il Movimento 5 Stelle è contro questa nuova follia prevista nella legge di stabilità di Renzi e si sta mobilitando con le associazioni no-slot per chiederne la cancellazione.
Sarà una vera e propria invasione visto che attualmente i corner sono 6.500 e le agenzie 5mila, oltre alle 2.200 sanate con la scorsa Legge di stabilità. In tutto il governo Renzi pensa di incassare 555 milioni, ma “una tantum”.
Non è ancora chiaro se il bando, in particolare quello per i corner, nasconda una regolarizzazione dei Ctd, i centri di trasmissione dati, considerati fuori legge, finiti spesso nel mirino della Guardia di Finanza e non poche volte in mano ai clan mafiosi, in particolare la camorra dei “casalesi” e la ‘ndrangheta.
Il professor Maurizio Fiasco, sociologo super esperto di azzardo e consulente della Consulta delle fondazioni antiusura ha stroncato la norma con queste parole: “E’ un’ulteriore colonizzazione del territorio. E poi si sceglie di non aumentare la tassazione sulle scommesse per evitare che la gente non vada a giocare. Insomma è un nuovo incentivo al dramma dell’azzardo”.
Con queste misure Renzi sembra solo alla ricerca del consenso elettorale sul mercato della miseria.
Cosa dicono gli amministratori locali del Pd impegnati su questo fronte? Ed i parlamentari che fanno parte del gruppo anti-azzardo? Nulla da dire? Taceranno di nuovo come in occasione della distruzione della Costituzione?