Stop inviti in Rai allo psichiatra Crepet, fa consulenze pro-slot pagate da Lottomatica

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Il servizio pubblico radiotelevisivo non inviti più nelle proprie trasmissioni lo psichiatra Paolo Crepet che, da quanto emerge da un’inchiesta di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera, ha sdoganato in tutto e per tutto il gioco d’azzardo, attraverso una perizia commissionata da Lottomatica per contrastare il regolamento no-slot del Comune di Bergamo.
Questa la richiesta dei parlamentari M5S in Commissione di Vigilanza Rai e negli Affari Sociali.
Nella sua perizia Crepet sostiene che sale slot, videopoker e slot machine creerebbero effetti positivi sulle persone quali ‘la socializzazione, il diritto al sogno, la possibilità di alleviare la propria amarezza e la propria tristezza’.
Crepet, uno degli intellettuali del SI nel referendum sulla ‘distruzione costituzionale’ di Renzi-Boschi , nelle sue consulenze a favore delle società di gioco d’azzardo impegnate nei ricorsi contro i comuni no-slot sostiene tesi che oltre ad essere false vanno contro l’interesse pubblico e la prevenzione sociale.
A chi come il M5S, le associazioni no slot e tanti Comuni, si batte da anni contro il dilagare dell’azzardo, le parole di Crepet fanno cadere le braccia.
Viviamo in un Paese nel quale l’azzardopatia è una patologia che manda sul lastrico tanti cittadini, rovina famiglie e mina il tessuto sociale ed economico sano.
A questi fatti, alla realtà, Crepet contrappone il diritto delle persone a credere nel seducente “sogno della vincita”.
Anni di battaglie condotte contro Governi che, pur di difendere le solite lobby che finanziano vari partiti e politici, sono disposti a sacrificare la salute dei cittadini vengono messi in discussione da un noto personaggio pubblico che, probabilmente, anche grazie alla sua fama ha ottenuto da Lottomatica il ruolo di consulente per un ricorso della società contro il Comune di Bergamo.
Senza contare che Crepet sarebbe uno psichiatra e, quindi, è ancora più grave che un iscritto a un ordine professionale faccia affermazioni che sminuiscono la gravità di questa patologia.
Tra l’altro per avallare le sue teorie fa riferimento ai dati di quanti si rivolgono ai Serd – Servizi per le dipendenze – ma è del tutto evidente, a chi conosca la materia, che quelle cifre costituiscono solo la punta dell’iceberg.
Ricordiamo a Crepet, e a quanti ancora fanno finta di non capire, le dimensioni del fenomeno: l’azzardopatia crea enormi danni sociali e colpisce anche l’economia reale del nostro Paese – ci costa, tra l’altro, 4,2 miliardi di euro di mancata Iva sui consumi -.
Tutte risorse che invece di andare nell’economia e reale, finiscono nel ‘buco nero’ dell’illusione dell’azzardo”. Altro che sogno. L’azzardopatia è un incubo!