Oggi ordinaria giornata di renziana follia

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Assistiamo a una giornata di ordinaria, anzi, di renziana follia. Mentre il premier va a presentare il libro del suo ex nemico e rottamato-riesumato Massimo D’Alema, il supercommissario alla spending review Carlo Cottarelli decide liberamente (a caso?) di fissare l’asticella a cinque miliardi, in pratica a metà strada tra la sua prima previsione di un taglio da tre miliardi per quest’anno e i desiderata del presidente del Consiglio che ne vorrebbe addirittura sette già entro il 2014.
Intanto, se Renzi scherza in clima gioviale con D’Alema la Ragioneria dello Stato non scherza affatto e dice che non ci sono le coperture per 4mila docenti, i cosiddetti quota 96, che già speravano nella pensione con le vecchie regole previdenziali e invece dovranno aspettare i 67 anni di età. Una tragedia sociale.
Vogliamo ricordare il buco da oltre 13 miliardi sancito dalla Corte dei conti per la legge di Stabilità di Letta? E gli oltre 14 miliardi della spending già impegnati dal governo precedente? La nave dei piccoli-grandi inciuci fa acqua da tutte le parti. Il nostro premier galleggia nell’aria fritta e ogni giorno dice una cosa diversa dal giorno precedente. Un esempio? Prima il parametro del 3% sul deficit-Pil era stupido e antiquato, adesso invece va rispettato rigorosamente.
Gli italiani continuano a piangere lacrime e sangue? Non importa, basta che Frau Angela sia rimasta contenta dell’inchino di Renzi con tanto di bacio della pantofola.