Tim: su golden power un ritardo che puzza di larghe intese

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“Il provvedimento odierno sottolinea il colpevole ritardo del governo Renzi prima e di quello Gentiloni poi, sull’applicazione del golden power. Siamo in ritardo di quasi tre anni: se il medesimo intervento fosse stato fatto nel 2014 Telecom non sarebbe stata in mano francese, la stessa che adesso ha anche Mediaset. Siamo favorevoli al provvedimento ma proprio per questo crediamo andasse fatto prima”. Così i parlamentari del MoVimento 5 Stelle Mirella Liuzzi e Andrea Cioffi.

Gli interessi strategici erano presenti già allora, ma Renzi non ha mosso un dito. Il colpevole ritardo nella creazione della società pubblica della rete ha determinato l’intreccio tra gli interessi nazionali e quelli francesi. Interessi che il governo non ha saputo difendere neanche nella vicenda Fincantieri-STX. L’impressione è che l’intervento odierno sia figlio delle larghe intese Renzi-Berlusconi. La legge elettorale come partita di scambio sul fronte più caro all’ex Cavaliere: quello dell’azienda di famiglia. Un do ut des che da vent’anni caratterizza la politica italiana”.

Il principio della rete pubblica – concludono – per noi è fondamentale, ma oggi ci troviamo in una situazione assurda frutto dei compromessi al ribasso della politica sull’asse composto da Pd e Forza Italia con Calenda come garante”.