“R” come Renzi? “R” come Recessione!

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E’ solo una previsione, ma arriva dall’Ocse e non potrebbe essere peggiore di così.
Ricordate che il governo ad aprile scorso aveva preventivato una crescita del Pil pari allo 0,8% per il 2014? La coppia Renzi-Padoan si era pure sbilanciata: “Si tratta di una previsione per difetto”.
Poi, man mano che passavano i mesi e si capiva che gli 80 euro erano serviti soltanto ad aumentare i voti nell’urna per il premier, si è dischiusa agli occhi di tutti una realtà molto più amara.
“A fine anno saremo a crescita piatta”, ha corretto pochi giorni fa il presidente del Consiglio.
Bagno d’umiltà? Purtroppo persino l’aspettativa di un Pil a zero, a questo punto, rischia di diventare una chimera.
L’Ocse ci dà adesso a -0,4% a fine 2014. E saremmo di fronte al terzo anno di recessione di fila, con tanti complimenti agli ultimi tre governi targati Napolitano.
Secondo il rapporto dell’organizzazione dei Paesi più sviluppati, il dato italiano è il peggiore del G7. Anzi, l’Italia è l’unico dei cosiddetti “grandi” che non cresce.
Ma c’è di più: anche per il 2015 l’Ocse prevede un Pil quasi piatto (+0,1%) contro il +1,1% pronosticato la primavera scorsa.
Domani Renzi verrà in Parlamento a parlare dei suoi (presunti) prossimi mille giorni di governo. Il problema è che per l’Italia persino altri 100 giorni così rischiano di essere davvero troppi.