“Italia Sociale”: al via il business governativo sul Terzo Settore
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Comincia in Commissione Affari Sociali, alla Camera, la discussione sullo statuto della Fondazione “Italia Sociale”. Una fondazione di diritto privato, voluta fortemente dal PD, che godrà di fondi pubblici e che, senza bandi né concorsi, potrà sostenere i progetti a suo piacimento. Inoltre, tutti i componenti degli organi che la compongono saranno scelti discrezionalmente dall’attuale governo. Ecco cos’è la Fondazione Italia Sociale: un ibrido tra gestione privata e finalità pubbliche cucito su misura da Renzi per Vincenzo Manes, suo amico e consulente ad personam quando era presidente del Consiglio. Manes in passato ha anche foraggiato generosamente la Fondazione Open, proprio quella di Matteo Renzi.
Lo stesso mondo del Terzo Settore è rimasto per primo attonito di fronte all’inserimento a sorpresa di questa Fondazione nella riforma. Tutto il comparto auspicava il ripristino dell’agenzia indipendente per il Terzo settore, e non la creazione di un ente che, per finalità e caratteristiche, poteva tranquillamente restare una iniziativa privata di Manes. Sono tanti i soggetti che intraprendono iniziative filantropiche senza chiedere soldi allo Stato: forse perché non sono amici del sottosegretario Bobba, e di Renzi?
Come già avvenuto in occasione della riforma del Terzo Settore, il M5S contrasterà con forza la creazione di un organismo che ancora prima di nascere ha tutti i crismi del poltronificio, usufruirà di nomine politiche di “amici degli amici”, e probabilmente sottrarrà donazioni a danno di altre onlus.
Deputati M5S Commissione Affari Sociali
